Ho ricevuto una mail da un’amica che non vedo/sento da tempo: ha aperto un profilo Facebook e mi invita a visitarlo.
Il primo pensiero è stato: wow!
Il secondo: mmhhh
L’amica in questione era una di quelle persone difficili da beccare. A volte si dimenticava se avevamo un appuntamento o me lo disdiceva all’ultimo con motivazioni tipo “Sono andata in palestra, ho male ai muscoli”. Per questo dopo il primo momento di entusiasmo per il fatto dal aver avuto sue notizie, è sopraggiunta la perplessità:
Ha senso tenersi in contatto virtualmente con una persona con la quale non si riesce tenersi in contatto realmente?
Sarà perché sto invecchiando ma la socialità via internet mi sembra un surrogato sempre meno valido di quella “in carne ed ossa”. E’ una mia fase o le comunità on line sono un fenomeno che sta iniziando a mostrare la corda?
Ci pensavo anche l’altro giorno, leggendo un post dello Spettro sui blogger bolognesi:
Il un commento si riportavano i dati di qualche classifica:
Posizione | Nome del blog
441 Umarells
518 Generazione Blog
610 Lo spettro della bolognesità
692 Mazzetta
2119 Ladra di caramelle
2183 King Freak
2208 Aeiouy
3277 Bologna da vivere
4447 Rossana Turale (questa sarei io)
5358 Bufalo
9714 Fiandri
9855 Zefram a pari merito con Alvisi, Zdaura, Finanza Inutile e Lions Club Bologna San Lazzaro
Personalmente mi stupisco di figurare ancora in una qualche classifica (Blogbabel?) dato che quasi senza volere (quasi) sono riuscita nell’impresa di trasformare RossaNaturale in un giardino privato riservato alla stessa oscillante cinquantina di ospiti; in parte blogger che conosco personalmente, in parte blogger che conosco solo in quanto tali, in parte (minoritaria) persone aliene all’universo blog, che mi conoscono “dal vivo”, leggono, non commentano ma io so che esistono.
C’è chi passa spesso, chi raramente, ma ho quasi la pretesa di conoscere tutti, al punto che la comparsa di anonimi e nuove entrate mi ispira istintivamente un attimo di diffidenza. Chi è questo? Come è arrivato? Poi mi ricordo che un blog è una pubblica piazza, eppure questa relazione “one to one” con quasi tutti i visitatori non mi dispiace. Paradossalmente è una modalità di rapporto tipica della vita reale, trasposta su web.
Questo non è l’ennesimo indizio a sostegno della tesi che le comunità on line sono un fenomeno che sta iniziando a mostrare la corda?

